Ecco un post in old-style per Riesciacapire, che sto sempre più trascurando.
L'idea della delusione.
Le delusioni sono sempre dietro l'angolo e a meno di essere dei decerebrati, ce le aspettiamo tutti. Non sappiamo dove, non sappiamo quando, non sappiamo da chi, ma sappiamo che le cose non vanno sempre come vogliamo. Talvolta sono in campo lavorativo, con dei capi che promettono ciò che non mantengono o con dei dipendenti che creano problemi solo per il gusto di farlo… altre volte sono in campo famigliare, con liti all'ordine del giorno, divorzi, separazioni, affitti, water intasati.
Più spesso sono le amicizie a deludere. Capita soprattutto a chi ha la tendenza a dare appoggio, poi magari nel mezzo dell'estate si ritrova nel più completo esaurimento nervoso con tanto di voglia di sacrificare vecchie signore al dio della metropolitana…
Partiamo da una premessa.
Se sei un amico e sai che non sto bene, puoi reagire in due modi: chiedermi che cos'ho e starmi a sentire, oppure cercare di fare qualcosa per me.
Oppure puoi far finta di niente, e va bene anche quello, se si tiene conto che poi però si otterrà solo quello.
Io detesto lamentarmi. Non mi piace che la gente si pianga addosso, preferisco prendere tutto con un po' di cinismo e del sano sarcasmo.
Si dice che il sarcasmo sia "la più bassa forma di intelletto" e qualcuno sostiene l'abbia detto Oscar Wilde, anche se non è mai stato provato. Beh io ritengo il sarcasmo un buon modo per andare avanti, per non sprofondare e per vivere tutto con un po' più di leggerezza.
Partendo da questo sarcasmo, posso permettermi di non lagnarmi, perché chi si lagna dà fastidio. Chi telefona alle 2 di notte dicendo "uuuh quel tizio non mi ha baciata cosa devo fare aiuto non mi vuole nessuno morirò sola", si sta lagnando. Tuttavia, se questo viene detto da chi considero amico/a… io ascolto pazientemente. Evidentemente sbagliando.
Ecco una guida per sopravvivere:
- Isolarsi.
E' come una disintossicazione, ma si diventa leggermente più insensibili ogni giorno di più. E questo è fantastico.
Vi lascio con un consiglio cinematografico fenomenale, dei pieni anni 80:
