Quando il cane è morto, ho perso una decina di kg ed ho smesso di dormire. Ho iniziato una vita di isolamento e l’ho apprezzata. In realtà non avevo mai associato queste cose che mi sono successe con quell’evento particolare, magari non c’entrano nulla, ma forse sì.
“Sai che il suo cane è morto?” ha detto quella bambina
“Poverino!” ha risposto l’amica
“Sì, da quel giorno è dimagrita e ha smesso di dormire”
“Beh non mi ha fatto male” sono intervenuta io.
Forse allora non c’era altro, era solo quello. Non c’erano complesse emozioni da ricercare nel mio passato, nella mia famiglia, nelle persone che mi circondano, nei miei fallimenti. C’era solo un lutto da affrontare… che importa che fosse quello di un cane.
Questa mia nuova visione della vita mi piace.
Forse non c’è niente dietro. Forse c’è solo quello che si vede, quello che è ovvio ai bambini e non a te. Cercare qualcosa di più profondo è tipicamente umano, ma a volte dietro non c’è niente. C’era un affetto che è mancato, ognuno reagisce come crede, come gli serve, come deve, come vuole.

Dopo mesi ho adottato un altro cane, la prima settimana è stato un inferno emotivo. Poi lui ha scoperto di potermi comprare piegando la testa di lato, ha seguito la mia pista fino alle poste con mia madre che cercava di portarlo al parco e l’inferno emotivo è finito. Per ora.
Per non rendere troppo serio e pesante questo post vorrei dire questo: ma se il tom tom sbaglia e ti dice di svoltare in un fiume, NON PUOI SEMPLICEMENTE NON FARLO?
